L'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Torino Marco Borgione, ha reso noto oggi di rifiutare qualsiasi incontro con i rifugiati occupanti la palazzina di via Bologna e i co-promotori dell'occupazioni auto-organizzatisi in Comitato di Solidarietà con Profughi e Migranti.
A guidare la scelta dell'assessore, la volontà di non "creare un pericoloso precedente che aumenterebbe le ondate migranti in direzione Torino" e che il Comune di Torino intende affronatere il problema "nei suoi tempi e nei suoi modi,
senza uscire dal quadro dell'emergenza-freddo". Approccio consueto delle amministrazioni comunali delle metropoli europee, per mezzo del quale un nodo politico imprescindibile della modernità post-coloniale viene deferita a problema "tecnico" di gestione asssistenziale (se non fa tanto rumore) o peggio, "ordine pubblico" (quando alza la testa).
Ancora una volta, l'amministrazione comunale palesa una
volontà politica di sanzionamento della solidarietà attiva, quella solidarietà che in questi giorni ha mobilitato decine di cittadin* che hanno risposto all'appello del Comitato.
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Il
Comitato di Solidarietà ribadisce la propria ferrea volontà di continuare la battaglia a fianco dei profughi e dei migranti che hanno scelto la strada della lotta collettiva.
Riaffermano il mantenimento dell'occupazione di via Bologna e ri-lanciano l'appello a quanti e quante possano-vogliano continuare a sostenere concretamente questa lotta per i diritti con aiuti, sostegno, solidarietà.
Comitato di Solidarietà con Profughi e Migranti.
AAA:C'è ancora bisogno di generi di prima necessità e cibo; la lotta è lunga e bisogna incominaciare a pensarla in termini medio-lunghi.